Progetto architettonico · +TStudio · arch. Vincenzo Tenore
La ricostruzione della chiesa
Sulle tracce dell'antica aula liturgica della chiesa di Santa Maria delle Grazie, il progetto di +TStudio introduce un involucro-teca destinato a proteggere e rendere nuovamente abitabile lo spazio sacro. A quasi cinquant'anni dalla sua distruzione, l'intervento restituisce la possibilità di celebrare nuovamente in questo luogo della memoria, profondamente segnato dalla storia e testimone di una tragedia ancora viva nella coscienza della comunità.
Il convento di Santa Maria delle Grazie prima del 1980: veduta parziale del chiostro e della chiesa. Documento d'archivio.
Veduta a stampa di «S. Angelo»: il borgo sul crinale e, evidenziato, il complesso conventuale lungo la strada di valle.
Il rapporto storico fra il borgo di crinale e il convento a mezza costa, alle porte del paese.
Ricostruzione visiva della facciata e del portico a quattro arcate, sul piazzale d'ingresso.
Il portico e lo stemma sulla parete: la luce radente che il progetto architettonico riprende.
Il chiostro con il pozzo, quando il convento ospitava l'orfanotrofio femminile.
Il corridoio voltato dell'orfanotrofio: l'ultima destinazione d'uso dell'edificio prima del terremoto.
Sant'Angelo oggi: il centro storico ricostruito e il tessuto urbano cresciuto attorno dopo il 1980.
La relazione che il progetto ricuce: il borgo, la strada che scende e il complesso conventuale a valle.
Tavola 0.00 · Lo stato dei luoghi: il rilievo del fronte superstite e, tratteggiato, il profilo del volume perduto.
Pianta dello stato di fatto: le murature superstiti e i lacerti dell'aula liturgica.
L'ingombro del nuovo intervento sull'impianto antico: la teca si appoggia esattamente sull'aula.
Sezione longitudinale: quel che resta e, tratteggiata, la sagoma della chiesa prima del 1980.
Il volume di progetto in sezione: 5,70 m all'imposta, 12,50 m al colmo.
L'involucro-teca: una struttura leggera che copre l'aula senza toccare le murature antiche.
Sezione trasversale: 6,86 m di luce interna, fondazioni puntuali e pavimento sollevato.
Prospetto longitudinale: il ritmo dei montanti verticali e l'aula sospesa sul terreno in pendenza.
Il fronte chiuso e la fascia vetrata continua: da fuori si intravedono i ruderi custoditi dentro.
Pianta di progetto: assemblea, altare, ambone, tabernacolo e sagrestia dentro i 15,60 × 13,00 metri dell'aula.
1 / 19
Frecce ← e → della tastiera, o i tasti laterali, per scorrere le immagini. Il tasto ⤢ apre lo slider a tutto schermo.
Il patto della memoria · intervento digitale sul parco
Gli alberi e le stele
Il parco ha un albero per ogni vittima e quattro stele di pietra lavica con i nomi incisi, ma oggi non esiste alcun legame verificabile fra un albero e il nome che ricorda. L'intervento crea quel legame e lo rende consultabile sul posto e dentro il modello digitale.
Il lavoro è in tre passaggi: si censiscono e si georeferenziano gli alberi, si incrociano i nomi incisi sulle stele con l'anagrafica ricostruita insieme al Comune, si applica a ciascun albero una targhetta a lettura digitale che apre la scheda corrispondente. Nessun cavo, nessuna alimentazione, nessuno scavo.
Censimento e georeferenziazione
Rilievo pianta per pianta con ricevitore GNSS in correzione differenziale, precisione sotto il metro: specie, circonferenza, stato fitosanitario e posizione. Ne esce lo strato cartografico del parco, consegnato al Comune in formato aperto.
Corrispondenza albero-nome
I nomi incisi sulle quattro stele vengono trascritti e confrontati con i registri comunali; l'abbinamento a ciascun albero è validato dall'Amministrazione prima di entrare nel sistema. Dove il dato non è certo, l'albero resta senza attribuzione.
Targhetta e scheda digitale
Piastra in acciaio corten con codice ottico e disco NFC passivo, fissata su picchetto accanto al tronco e mai sulla pianta. L'avvicinamento del telefono apre la scheda: nome, dati anagrafici essenziali e, dove la famiglia acconsente, una fotografia e una registrazione.
- Alberi da censire
- ~480
- Precisione del rilievo
- < 1 m
- Alimentazione delle targhette
- nessuna
- Consenso delle famiglie
- revocabile
Dati personali
Adesione volontaria e revoca
La raccolta dei contenuti si svolge con il Comune, famiglia per famiglia, su modulo di consenso conforme al Regolamento UE 2016/679. Il consenso si ritira in qualsiasi momento e la scheda torna al solo nome. Chi non aderisce non compare: l'albero conserva l'attribuzione e nulla di più.
Reversibilità
Niente di invasivo sulle piante
Nessun elemento viene avvitato, inchiodato o legato al tronco. Il picchetto si estrae a mano, la targhetta si sostituisce singolarmente e l'abbattimento o la sostituzione di un albero non fa perdere la scheda, che si riassegna alla nuova pianta.
Continuità
Lo strato che regge tutto il resto
Il censimento del parco è la base su cui si innestano il modello del borgo, l'illuminazione e la manutenzione del verde: una sola banca dati georeferenziata, aggiornabile dagli uffici comunali senza dipendere da chi l'ha realizzata.
Le quattro stele restano il monumento. La parte digitale non aggiunge racconto sopra la pietra: mette in ordine i dati e li rende interrogabili, sul posto e da lontano.
L'installazione · simulazione nel luogo reale
L'handpan
Le quattro stele portano i nomi, la quinta porta la voce. È una stele in acciaio corten infissa nel terreno, con in cima un handpan Battiloro Rhonan: 20 note in acciaio bronzato, accordate a mano nella scala E Amara a 432 Hz. Nessun impianto elettrico, nessun altoparlante, nessuna manutenzione tecnologica: la fanno suonare il vento e la pioggia, e le mani di chi si ferma.
Giardini del BenEssere
L'orto dei quattro percorsi
I cassoni rialzati e il pergolato esistono già, nel Parco della Memoria accanto all'installazione sonora. Il progetto li mette a sistema: un orto tematico curato da un'agronoma, quattro percorsi botanici che si sviluppano tutti dentro il Parco e si visitano in una sola passeggiata.
Sopra lo stato attuale, sotto il progetto: stessa inquadratura, stessa luce, stesso affaccio. Cambia il materiale, i cassoni e il pergolato diventano acciaio corten, e cambia ciò che cresce nel Parco.
Percorso 01
La cucina dei borghi
Percorso 02
L'hortus longobardo
Percorso 03
Il giardino dei semplici
Percorso 04
La collezione di curiosità
La fase notturna, già prevista nei Giardini del BenEssere
Il parco anche di notte
Il progetto dei Giardini del BenEssere prevedeva fin dall'inizio lo sviluppo dell'illuminazione. Qui prende forma: un impianto artistico che rende il Parco della Memoria percorribile fino alle tre di notte, alimentato solo dal sole, senza un metro di cavo verso la rete comunale e senza una bolletta a carico del Comune.
Il principio guida è che il buio non è un problema da cancellare, è il materiale con cui si lavora. Non si illumina il parco: si illumina ciò che serve a percorrerlo e ciò che deve essere visto. La luce accompagna i piedi lungo i vialetti, sfiora le quattro stele di pietra lavica e lascia gli alberi al loro nero. Chi entra di sera non trova un giardino sotto i riflettori, trova un parco che respira e quattro pietre che affiorano dall'ombra con i nomi sopra.
- Fruibilità serale
- fino alle 03:00
- Allaccio alla rete comunale
- nessuno
- Temperatura della luce
- 2200 K
- Flusso disperso verso l'alto
- 0%
Modello digitale navigabile · audioguide in italiano e in inglese
Il borgo digitale e la sua storia
Il progetto realizza il modello digitale navigabile dell'intero borgo di Sant'Angelo dei Lombardi, rilevato così com'è oggi, e dentro quel modello colloca la ricerca storica: dodici secoli raccontati sul luogo reale da audioguide interattive in italiano e in inglese, aperte dai punti di accesso informativi diffusi tra le vie, sul modello del progetto InnTour Travel.
Il criterio è uno solo: nessuna ricostruzione. Il rilievo restituisce le vie, le facciate e gli spazi come sono adesso, mentre il racconto si aggancia ai luoghi e vi porta dentro le fonti. Chi visita si muove nel borgo reale, tocca un punto e ascolta che cosa c'era prima, chi lo ha costruito e che cosa ne resta. Si esplora dal browser, anche da telefono, senza installare nulla.
Rilievo e modello navigabile
Riprese panoramiche a 360° e rilievo fotogrammetrico del centro storico, del castello, di Piazza Duomo e della Cattedrale, montati in un unico percorso continuo. Ogni ambiente diventa un nodo del modello, collegato ai nodi vicini e ai contenuti che gli appartengono.
Ricerca storica e audioguide bilingui
Uno studio d'archivio, condotto con il Comune e verificato sulle fonti, ricostruisce la vicenda del borgo dalla fondazione longobarda a oggi. I testi diventano audioguide in italiano e in inglese, una per ogni tappa, con trascrizione a schermo per chi non può ascoltare.
Punti di accesso informativi
Una rete di punti fisici tra le vie: da ciascuno si apre l'audioguida del luogo, la sua scheda storica e l'indicazione della tappa successiva. Chi arriva senza guida trova il racconto sul posto, chi visita da lontano entra dallo stesso modello.
- Lingue delle audioguide
- IT / EN
- Arco storico documentato
- VIII sec. → oggi
- Ricostruzioni digitali
- nessuna
- Applicazioni da installare
- nessuna
-
VIII-X secolo
La fondazione longobarda
Il borgo nasce dall'insediamento longobardo e dal culto per l'Arcangelo Michele, da cui prende il nome. Le prime notizie del castello risalgono al X secolo: una fortezza di crinale a guardia delle valli dell'Ofanto e del Calore.
-
XI-XII secolo
Il castello e la Cattedrale normanna
Sotto i Normanni il castello viene ampliato e la Cattedrale apre su Piazza Duomo con il portale romanico. I restauri successivi al 1980 hanno riportato alla luce, sotto il maniero, una chiesa e una pavimentazione dell'XI secolo.
-
1133
L'Abbazia del Goleto
San Guglielmo da Vercelli, fondatore di Montevergine, edifica nel territorio il doppio monastero del Goleto, che diventa uno dei poli monastici del Mezzogiorno medievale. È la seconda tessera del modello digitale.
-
XVIII secolo
Sede di diocesi
Sant'Angelo consolida il ruolo di centro religioso e amministrativo dell'Alta Irpinia come sede vescovile. La Cattedrale custodisce tele seicentesche, coro ligneo settecentesco e altari in marmi policromi.
-
23 novembre 1980
Il terremoto e la ricostruzione
L'epicentro del sisma è qui: 90 secondi di scossa, 482 vittime a Sant'Angelo, il centro storico in gran parte perduto. L'audioguida documenta ciò che è andato distrutto, ciò che è stato ricostruito e dove si legge ancora la frattura.
Metodo
Prima si rileva, poi si racconta
Campagna di ripresa in due sessioni, una invernale e una estiva, per avere il borgo con e senza vegetazione. Il modello si aggiorna nel tempo aggiungendo nodi, senza rifare il lavoro già svolto.
Fonti
Ricerca verificata, non compilativa
Archivio storico comunale, archivio diocesano, documentazione della Soprintendenza e bibliografia locale, integrati dalle testimonianze raccolte in paese. Ogni tappa dell'audioguida dichiara le fonti da cui nasce.
Proprietà
Il modello resta al Comune
Rilievi, testi e registrazioni sono consegnati all'Amministrazione insieme al modello, con licenza d'uso piena. Il costo di gestione annuale si limita all'hosting, e nuove tappe si aggiungono senza rifare l'impianto.
Nel modello, la voce della stele sonora viene riprodotta accanto all'installazione fisica: chi visita da remoto sente ciò che il vento fa cantare nel parco.
La seconda tessera del modello digitale
L'Abbazia del Goleto
Il complesso abbaziale entra nel modello digitale di Sant'Angelo con lo stesso impianto del borgo: rilievo dello stato attuale, percorso navigabile e audioguide in italiano e in inglese, agganciate ai singoli ambienti. Nessuna ricostruzione, né digitale né fisica.
Gli sviluppi previsti sono tre e si tengono insieme: la ripresa del complesso in ogni suo ambiente, il collegamento di quegli ambienti in un percorso continuo e il racconto che vi si aggancia sopra. La stratificazione del Goleto, dal doppio monastero delle origini alla chiesa settecentesca senza copertura, è esattamente ciò che una fotografia non restituisce e che un percorso navigabile rende leggibile.
Rilievo e tour navigabile
Riprese panoramiche a 360° di chiostro, Torre Febronia, cappella di San Luca, chiesa vaccariana e spazi conventuali, collegate in un percorso continuo. Si esplora dal browser, anche da telefono, senza installare nulla.
Audioguide agganciate agli ambienti
A ogni ambiente corrisponde una traccia in italiano e in inglese, con trascrizione a schermo. I contenuti nascono dalla stessa ricerca storica del borgo e dichiarano le fonti su cui si basano.
Interazioni sui dettagli
Punti attivi sui particolari che spiegano il monumento: i blocchi romani di reimpiego della torre, le tracce del doppio monastero, i lacerti di affresco, l'impianto rimasto senza tetto. Si toccano nel modello e aprono la scheda corrispondente.
Continuità
Stesso impianto del borgo
Il Goleto non è un prodotto separato: è un ramo dello stesso modello, raggiungibile dai punti di accesso informativi del centro e dalla mappa del territorio. Un solo percorso, due poli distanti sei chilometri.
Accordi
Riprese concordate con chi custodisce il luogo
Calendario delle riprese definito con la comunità che gestisce l'abbazia e con la Soprintendenza, fuori dagli orari di visita e senza installare nulla in modo permanente sul monumento.
Accessibilità
Raggiungibile anche da chi non sale
Il percorso virtuale copre gli ambienti che una visita a piedi non rende praticabili a tutti. Contenuti in italiano e in inglese, trascrizioni testuali e navigazione da tastiera.
Dal Parco della Memoria al Goleto: un solo modello digitale, sei chilometri e nove secoli di distanza.