Sant'Angelo dei Lombardi · MetaBorghi

MetaBorghi & Giardini del BenEssereSant'Angelo dei Lombardi · Alta Irpinia

Nuova chiesa di Santa Maria delle GrazieLa valorizzazione del Parco della Memoria

Dodici secoli di storia, novanta secondi che l'hanno spezzata, una voce che li riannoda.

+TStudio · arch. Vincenzo Tenore InnTour S.r.l. Studio Agronomico Dott.ssa Agr. Liliana Graniero
Vista dall'alto del Parco della Memoria con le aree del progetto
Territorio di Sant'Angelo dei Lombardi visto dall'alto: il centro storico e, a sud-ovest, l'Abbazia del Goleto

Il territorio

Sant'Angelo dei Lombardi

Dodici secoli su un crinale: il borgo, il Parco della Memoria e, a valle, l'Abbazia del Goleto. Tocca un punto per aprirlo.

Progetto architettonico · +TStudio · arch. Vincenzo Tenore

La ricostruzione della chiesa

Sulle tracce dell'antica aula liturgica della chiesa di Santa Maria delle Grazie, il progetto di +TStudio introduce un involucro-teca destinato a proteggere e rendere nuovamente abitabile lo spazio sacro. A quasi cinquant'anni dalla sua distruzione, l'intervento restituisce la possibilità di celebrare nuovamente in questo luogo della memoria, profondamente segnato dalla storia e testimone di una tragedia ancora viva nella coscienza della comunità.

Fotografia storica del convento di Santa Maria delle Grazie: veduta parziale dall'alto dei tetti del chiostro e della chiesa
Il convento di Santa Maria delle Grazie prima del 1980: veduta parziale del chiostro e della chiesa. Documento d'archivio.
Stampa antica con veduta di Sant'Angelo dei Lombardi: il borgo sul crinale e, evidenziato in giallo, il complesso conventuale a valle
Veduta a stampa di «S. Angelo»: il borgo sul crinale e, evidenziato, il complesso conventuale lungo la strada di valle.
Veduta dipinta del borgo di Sant'Angelo dei Lombardi sul crinale, con il convento e le chiese isolate lungo il pendio
Il rapporto storico fra il borgo di crinale e il convento a mezza costa, alle porte del paese.
Ricostruzione visiva della facciata del convento con il portico a quattro arcate e i frati nel piazzale
Ricostruzione visiva della facciata e del portico a quattro arcate, sul piazzale d'ingresso.
Ricostruzione visiva del portico del convento in controluce, con lo stemma sulla parete e i frati sotto la volta
Il portico e lo stemma sulla parete: la luce radente che il progetto architettonico riprende.
Ricostruzione visiva del chiostro del convento con il pozzo centrale, le religiose e le bambine dell'orfanotrofio
Il chiostro con il pozzo, quando il convento ospitava l'orfanotrofio femminile.
Ricostruzione visiva del corridoio voltato dell'orfanotrofio, con le religiose e le bambine
Il corridoio voltato dell'orfanotrofio: l'ultima destinazione d'uso dell'edificio prima del terremoto.
Ortofoto attuale di Sant'Angelo dei Lombardi con il centro storico evidenziato a colori sul resto dell'abitato in bianco e nero
Sant'Angelo oggi: il centro storico ricostruito e il tessuto urbano cresciuto attorno dopo il 1980.
Vista zenitale del borgo e del complesso conventuale collegati dalla strada che scende lungo il pendio
La relazione che il progetto ricuce: il borgo, la strada che scende e il complesso conventuale a valle.
Tavola di copertina: rilievo fotogrammetrico del fronte della chiesa allo stato attuale, con il profilo del volume originario tratteggiato
Tavola 0.00 · Lo stato dei luoghi: il rilievo del fronte superstite e, tratteggiato, il profilo del volume perduto.
Pianta dello stato di fatto: le murature superstiti della chiesa e della sagrestia in evidenza
Pianta dello stato di fatto: le murature superstiti e i lacerti dell'aula liturgica.
Pianta con l'ingombro della nuova aula evidenziato in rosso sui ruderi esistenti
L'ingombro del nuovo intervento sull'impianto antico: la teca si appoggia esattamente sull'aula.
Sezione longitudinale dello stato di fatto, con la sagoma della chiesa preesistente tratteggiata
Sezione longitudinale: quel che resta e, tratteggiata, la sagoma della chiesa prima del 1980.
Sezione longitudinale con il volume di progetto evidenziato in rosso, quotato a 5,70, 10,00 e 12,50 metri
Il volume di progetto in sezione: 5,70 m all'imposta, 12,50 m al colmo.
Sezione longitudinale con l'involucro-teca in struttura lignea sopra l'aula liturgica
L'involucro-teca: una struttura leggera che copre l'aula senza toccare le murature antiche.
Sezione trasversale della teca con l'assemblea, l'altare e le fondazioni puntuali
Sezione trasversale: 6,86 m di luce interna, fondazioni puntuali e pavimento sollevato.
Prospetto longitudinale con i montanti verticali della struttura, l'assemblea seduta e il profilo del terreno
Prospetto longitudinale: il ritmo dei montanti verticali e l'aula sospesa sul terreno in pendenza.
Prospetto con la fascia vetrata continua alla base dell'involucro
Il fronte chiuso e la fascia vetrata continua: da fuori si intravedono i ruderi custoditi dentro.
Pianta di progetto con assemblea, altare, ambone, tabernacolo e sagrestia, quotata 15,60 per 13,00 metri
Pianta di progetto: assemblea, altare, ambone, tabernacolo e sagrestia dentro i 15,60 × 13,00 metri dell'aula.

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Il patto della memoria · intervento digitale sul parco

Gli alberi e le stele

Il parco ha un albero per ogni vittima e quattro stele di pietra lavica con i nomi incisi, ma oggi non esiste alcun legame verificabile fra un albero e il nome che ricorda. L'intervento crea quel legame e lo rende consultabile sul posto e dentro il modello digitale.

Il lavoro è in tre passaggi: si censiscono e si georeferenziano gli alberi, si incrociano i nomi incisi sulle stele con l'anagrafica ricostruita insieme al Comune, si applica a ciascun albero una targhetta a lettura digitale che apre la scheda corrispondente. Nessun cavo, nessuna alimentazione, nessuno scavo.

Simulazione della targhetta di progetto: piastra in acciaio corten inclinata, con codice a lettura ottica e disco NFC, infissa nel prato accanto al tronco di un albero del parco

Censimento e georeferenziazione

Rilievo pianta per pianta con ricevitore GNSS in correzione differenziale, precisione sotto il metro: specie, circonferenza, stato fitosanitario e posizione. Ne esce lo strato cartografico del parco, consegnato al Comune in formato aperto.

Corrispondenza albero-nome

I nomi incisi sulle quattro stele vengono trascritti e confrontati con i registri comunali; l'abbinamento a ciascun albero è validato dall'Amministrazione prima di entrare nel sistema. Dove il dato non è certo, l'albero resta senza attribuzione.

Targhetta e scheda digitale

Piastra in acciaio corten con codice ottico e disco NFC passivo, fissata su picchetto accanto al tronco e mai sulla pianta. L'avvicinamento del telefono apre la scheda: nome, dati anagrafici essenziali e, dove la famiglia acconsente, una fotografia e una registrazione.

Alberi da censire
~480
Precisione del rilievo
< 1 m
Alimentazione delle targhette
nessuna
Consenso delle famiglie
revocabile
Dati personali

Adesione volontaria e revoca

La raccolta dei contenuti si svolge con il Comune, famiglia per famiglia, su modulo di consenso conforme al Regolamento UE 2016/679. Il consenso si ritira in qualsiasi momento e la scheda torna al solo nome. Chi non aderisce non compare: l'albero conserva l'attribuzione e nulla di più.

Reversibilità

Niente di invasivo sulle piante

Nessun elemento viene avvitato, inchiodato o legato al tronco. Il picchetto si estrae a mano, la targhetta si sostituisce singolarmente e l'abbattimento o la sostituzione di un albero non fa perdere la scheda, che si riassegna alla nuova pianta.

Continuità

Lo strato che regge tutto il resto

Il censimento del parco è la base su cui si innestano il modello del borgo, l'illuminazione e la manutenzione del verde: una sola banca dati georeferenziata, aggiornabile dagli uffici comunali senza dipendere da chi l'ha realizzata.

Le quattro stele restano il monumento. La parte digitale non aggiunge racconto sopra la pietra: mette in ordine i dati e li rende interrogabili, sul posto e da lontano.

L'installazione · simulazione nel luogo reale

L'handpan

Le quattro stele portano i nomi, la quinta porta la voce. È una stele in acciaio corten infissa nel terreno, con in cima un handpan Battiloro Rhonan: 20 note in acciaio bronzato, accordate a mano nella scala E Amara a 432 Hz. Nessun impianto elettrico, nessun altoparlante, nessuna manutenzione tecnologica: la fanno suonare il vento e la pioggia, e le mani di chi si ferma.

Giardini del BenEssere

L'orto dei quattro percorsi

I cassoni rialzati e il pergolato esistono già, nel Parco della Memoria accanto all'installazione sonora. Il progetto li mette a sistema: un orto tematico curato da un'agronoma, quattro percorsi botanici che si sviluppano tutti dentro il Parco e si visitano in una sola passeggiata.

Fotografia del sopralluogo: i cassoni rialzati in legno del Parco della Memoria, con il muro a secco e la valle dell'Alta Irpinia sullo sfondo
Fotografia del sopralluogo: il pergolato in legno del Parco della Memoria coperto di rampicanti, con il vialetto e i cassoni sulla sinistra
Rendering di progetto sulla stessa inquadratura: i cassoni rifatti in acciaio corten, piantumati con lavanda, salvia, calendula, achillea e camomilla in piena fioritura
Rendering di progetto sulla stessa inquadratura: il pergolato ricostruito in acciaio corten a doghe fitte, con i rampicanti esistenti e i cassoni in corten piantumati sulla sinistra

Sopra lo stato attuale, sotto il progetto: stessa inquadratura, stessa luce, stesso affaccio. Cambia il materiale, i cassoni e il pergolato diventano acciaio corten, e cambia ciò che cresce nel Parco.

Percorso 01

La cucina dei borghi

Percorso 02

L'hortus longobardo

Percorso 03

Il giardino dei semplici

Percorso 04

La collezione di curiosità

La fase notturna, già prevista nei Giardini del BenEssere

Il parco anche di notte

Il progetto dei Giardini del BenEssere prevedeva fin dall'inizio lo sviluppo dell'illuminazione. Qui prende forma: un impianto artistico che rende il Parco della Memoria percorribile fino alle tre di notte, alimentato solo dal sole, senza un metro di cavo verso la rete comunale e senza una bolletta a carico del Comune.

Il principio guida è che il buio non è un problema da cancellare, è il materiale con cui si lavora. Non si illumina il parco: si illumina ciò che serve a percorrerlo e ciò che deve essere visto. La luce accompagna i piedi lungo i vialetti, sfiora le quattro stele di pietra lavica e lascia gli alberi al loro nero. Chi entra di sera non trova un giardino sotto i riflettori, trova un parco che respira e quattro pietre che affiorano dall'ombra con i nomi sopra.

Simulazione notturna dell'installazione sonora: la pergola e la stele in corten con l'handpan illuminati da luce ambra dal basso, sotto un cielo stellato
Simulazione notturna dell'orto di progetto: segnapasso a raso e luce radente ambra sui bordi dei cassoni in acciaio corten, chiome degli alberi al buio, cielo stellato
Fruibilità serale
fino alle 03:00
Allaccio alla rete comunale
nessuno
Temperatura della luce
2200 K
Flusso disperso verso l'alto
0%

Modello digitale navigabile · audioguide in italiano e in inglese

Il borgo digitale e la sua storia

Il progetto realizza il modello digitale navigabile dell'intero borgo di Sant'Angelo dei Lombardi, rilevato così com'è oggi, e dentro quel modello colloca la ricerca storica: dodici secoli raccontati sul luogo reale da audioguide interattive in italiano e in inglese, aperte dai punti di accesso informativi diffusi tra le vie, sul modello del progetto InnTour Travel.

Il criterio è uno solo: nessuna ricostruzione. Il rilievo restituisce le vie, le facciate e gli spazi come sono adesso, mentre il racconto si aggancia ai luoghi e vi porta dentro le fonti. Chi visita si muove nel borgo reale, tocca un punto e ascolta che cosa c'era prima, chi lo ha costruito e che cosa ne resta. Si esplora dal browser, anche da telefono, senza installare nulla.

Rilievo e modello navigabile

Riprese panoramiche a 360° e rilievo fotogrammetrico del centro storico, del castello, di Piazza Duomo e della Cattedrale, montati in un unico percorso continuo. Ogni ambiente diventa un nodo del modello, collegato ai nodi vicini e ai contenuti che gli appartengono.

Ricerca storica e audioguide bilingui

Uno studio d'archivio, condotto con il Comune e verificato sulle fonti, ricostruisce la vicenda del borgo dalla fondazione longobarda a oggi. I testi diventano audioguide in italiano e in inglese, una per ogni tappa, con trascrizione a schermo per chi non può ascoltare.

Punti di accesso informativi

Una rete di punti fisici tra le vie: da ciascuno si apre l'audioguida del luogo, la sua scheda storica e l'indicazione della tappa successiva. Chi arriva senza guida trova il racconto sul posto, chi visita da lontano entra dallo stesso modello.

Simulazione di un punto di accesso informativo: piastra in acciaio corten con codice ottico e disco NFC fissata sul muro in pietra di un vicolo del centro storico
Ortofoto attuale di Sant'Angelo dei Lombardi con il centro storico evidenziato a colori sul resto dell'abitato in bianco e nero
Lingue delle audioguide
IT / EN
Arco storico documentato
VIII sec. → oggi
Ricostruzioni digitali
nessuna
Applicazioni da installare
nessuna
  1. VIII-X secolo

    La fondazione longobarda

    Il borgo nasce dall'insediamento longobardo e dal culto per l'Arcangelo Michele, da cui prende il nome. Le prime notizie del castello risalgono al X secolo: una fortezza di crinale a guardia delle valli dell'Ofanto e del Calore.

  2. XI-XII secolo

    Il castello e la Cattedrale normanna

    Sotto i Normanni il castello viene ampliato e la Cattedrale apre su Piazza Duomo con il portale romanico. I restauri successivi al 1980 hanno riportato alla luce, sotto il maniero, una chiesa e una pavimentazione dell'XI secolo.

  3. 1133

    L'Abbazia del Goleto

    San Guglielmo da Vercelli, fondatore di Montevergine, edifica nel territorio il doppio monastero del Goleto, che diventa uno dei poli monastici del Mezzogiorno medievale. È la seconda tessera del modello digitale.

  4. XVIII secolo

    Sede di diocesi

    Sant'Angelo consolida il ruolo di centro religioso e amministrativo dell'Alta Irpinia come sede vescovile. La Cattedrale custodisce tele seicentesche, coro ligneo settecentesco e altari in marmi policromi.

  5. 23 novembre 1980

    Il terremoto e la ricostruzione

    L'epicentro del sisma è qui: 90 secondi di scossa, 482 vittime a Sant'Angelo, il centro storico in gran parte perduto. L'audioguida documenta ciò che è andato distrutto, ciò che è stato ricostruito e dove si legge ancora la frattura.

Metodo

Prima si rileva, poi si racconta

Campagna di ripresa in due sessioni, una invernale e una estiva, per avere il borgo con e senza vegetazione. Il modello si aggiorna nel tempo aggiungendo nodi, senza rifare il lavoro già svolto.

Fonti

Ricerca verificata, non compilativa

Archivio storico comunale, archivio diocesano, documentazione della Soprintendenza e bibliografia locale, integrati dalle testimonianze raccolte in paese. Ogni tappa dell'audioguida dichiara le fonti da cui nasce.

Proprietà

Il modello resta al Comune

Rilievi, testi e registrazioni sono consegnati all'Amministrazione insieme al modello, con licenza d'uso piena. Il costo di gestione annuale si limita all'hosting, e nuove tappe si aggiungono senza rifare l'impianto.

Nel modello, la voce della stele sonora viene riprodotta accanto all'installazione fisica: chi visita da remoto sente ciò che il vento fa cantare nel parco.

La seconda tessera del modello digitale

L'Abbazia del Goleto

Il complesso abbaziale entra nel modello digitale di Sant'Angelo con lo stesso impianto del borgo: rilievo dello stato attuale, percorso navigabile e audioguide in italiano e in inglese, agganciate ai singoli ambienti. Nessuna ricostruzione, né digitale né fisica.

Il complesso abbaziale del Goleto oggi: il campanile, la chiesa vecchia con le arcate superstiti e il corpo conventuale restaurato

Gli sviluppi previsti sono tre e si tengono insieme: la ripresa del complesso in ogni suo ambiente, il collegamento di quegli ambienti in un percorso continuo e il racconto che vi si aggancia sopra. La stratificazione del Goleto, dal doppio monastero delle origini alla chiesa settecentesca senza copertura, è esattamente ciò che una fotografia non restituisce e che un percorso navigabile rende leggibile.

Rilievo e tour navigabile

Riprese panoramiche a 360° di chiostro, Torre Febronia, cappella di San Luca, chiesa vaccariana e spazi conventuali, collegate in un percorso continuo. Si esplora dal browser, anche da telefono, senza installare nulla.

Audioguide agganciate agli ambienti

A ogni ambiente corrisponde una traccia in italiano e in inglese, con trascrizione a schermo. I contenuti nascono dalla stessa ricerca storica del borgo e dichiarano le fonti su cui si basano.

Interazioni sui dettagli

Punti attivi sui particolari che spiegano il monumento: i blocchi romani di reimpiego della torre, le tracce del doppio monastero, i lacerti di affresco, l'impianto rimasto senza tetto. Si toccano nel modello e aprono la scheda corrispondente.

Continuità

Stesso impianto del borgo

Il Goleto non è un prodotto separato: è un ramo dello stesso modello, raggiungibile dai punti di accesso informativi del centro e dalla mappa del territorio. Un solo percorso, due poli distanti sei chilometri.

Accordi

Riprese concordate con chi custodisce il luogo

Calendario delle riprese definito con la comunità che gestisce l'abbazia e con la Soprintendenza, fuori dagli orari di visita e senza installare nulla in modo permanente sul monumento.

Accessibilità

Raggiungibile anche da chi non sale

Il percorso virtuale copre gli ambienti che una visita a piedi non rende praticabili a tutti. Contenuti in italiano e in inglese, trascrizioni testuali e navigazione da tastiera.

Dal Parco della Memoria al Goleto: un solo modello digitale, sei chilometri e nove secoli di distanza.